IL SIAM NELLA PRIMA GUERRA MONDIALE

di Mariliano Gatti e Massimiliano Brancato

IL SIAM NELLA PRIMA GUERRA MONDIALE
Rama VI saluta le truppe in partenza per l’Europa

In occasione del centenario dell’inizio del primo conflitto mondiale è utile ricordare che il conflitto interessò paesi e aree geografiche molto distanti da quelle europee, dando un senso, appunto, alla definizione ‘mondiale’. La Thailandia (allora ancora Regno del Siam) e il Sud-Est Asiatico furono tra i paesi e gli scacchieri direttamente interessati. Per comprendere le ragioni dell’intervento siamese a fianco delle potenze alleate (Francia, Gran Bretagna, Russia e Italia nel 1915) occorrerà fare qualche passo indietro nel tempo.

Alla fine dell’Ottocento, la Francia era la massima potenza coloniale nell’area indocinese. Dopo la conquista del Vietnam e la costituzione del protettorato di Cocincina tra il 1858 e il 1867, aveva esteso le proprie ambizioni territoriali anche ai regni di Laos e Cambogia, pretendendo di subentrare ai precedenti vincoli di ‘vassallaggio’ che i due regni avevano nei confronti dell’Impero vietnamita. Gli stessi vincoli di vassallaggio erano però vantati anche dal Regno del Siam, su cui, peraltro, la Francia aveva mire coloniali già dal XVII secolo. Nel 1868, sul trono del Siam, Rama V Chulalonghorn era appena succeduto al padre Rama IV Mongkut, e, come per i suoi predecessori della dinastia Chakri, il suo obiettivo primario sarà quello di sottrarsi alle brame delle potenze coloniali inglesi e francesi. Questo obiettivo sarà perseguito con successo e determinazione attraverso ben articolato processo di modernizzazione (alcuni storici parlano di ‘autocolonizzazione’) del paese e grazie a un grande lavoro di complesse relazioni diplomatiche che Rama V tesserà con le potenze coloniali europee, con gli

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Siam Grande Guerra

Stati Uniti e soprattutto con l’impero russo. In effetti, gli sforzi di Rama V erano a un passo dal naufragare a seguito del braccio di ferro con la Francia che nel 1893 aveva portato al blocco del porto di Bangkok (incidente di Paknam) da parte di tre cannoniere francesi. In quell’ccasione, il mancato intervento della Gran Bretagna aveva costretto Rama V ad accettare le pesanti condizioni francesi e ad abbandonare tutti i territori laotiani a est del Mekong e le provincie di Battambang, Siemraep e Trat, sostanzialmente l’intera Cambogia. Questa cocente umiliazione e la cospicua perdita di territori peseranno per lungo tempo (potremmo dire ancora oggi) sulla memoria storica siamese. In questo quadro si colloca il lungo tour europeo di Re Rama V, il primo di un sovrano siamese, pianificato proprio al fine di ottenere un pieno riconoscimento di indipendenza da parte delle potenze coloniali. Il viaggio darà numerosi esiti positivi e sebbene il Siam sarà costretto tra il 1904 e il 1909 ad altre cessioni territoriali sia alla Birmania inglese sia alla Francia (tra cui Luang Prabang), Rama V riuscirà sostanzialmente nel suo intento di salvaguardare l’integrità territoriale del Siam e la sopravvivenza del regno.

Il viaggio in Europa durerà nove mesi (tra aprile e dicembre del 1897), durante i quali Rama V si recherà in visita dal Presidente francese, dal Kaiser Guglielmo II di Germania, da Francesco Giuseppe Imperatore d’Austria-Ungheria, da Re Giorgio d’Inghilterra, poi in Belgio, Italia (dove incontrerà Vittorio Emanuele III e Papa Leone XIII), Danimarca, Norvegia e Svezia. Ma forse l’incontro più importante sarà quello con Nicola II di Russia, che si rivelerà un ottimo alleato del paese asiatico. Rama V e Nicola II erano, inoltre, due grandi mistici, con una linea di pensiero molto similare. Uno dei figli del re siamese completò i suoi studi in Russia, e il re stesso curò i propri problemi di salute nel regno dei Romanov. A questo primo viaggio, fondamentale anche per le relazioni tra Italia e Siam, ne seguirà un secondo tra il 27 marzo e il 6 novembre 1907. Sarà proprio grazie a questo secondo viaggio che verranno siglati i fondamentali trattati con la Francia, per la restituzione di Chantaburi, Trat e Loei in cambio di Siaemreap e Battabang, e con l’Inghilterra (nel 1908) acquisendo la sovranità su Pattani e cedendo alla Malaysia britannica Kelantan, Perlis e Terangganu. Va detto a onor del vero che la sigla di questi trattati era stata resa possibile solo grazie all’accordo stipulato l’8 aprile 1904 tra Francia e Inghilterra (passato alla storia come l’Entente Cordiale), che a sua volta prevedeva una sorta di ‘stato cuscinetto’ in Siam salvaguardando gli interessi francesi e inglesi.

Nel 1910 Rama V muore. Gli succede sul trono il figlio Rama VI Vajiravudh.

All’inizio della Prima Guerra Mondiale, il 28 luglio 1914, il Siam decide di rimanere neutrale, ma nel 1917 Rama VI matura l’idea di cogliere l’occasione del conflitto per consolidare il nazionalismo siamese minacciato da forti contrasti interni e di rafforzare le relazioni acquisite con le potenze europee decidendo di schierarsi a fianco delle potenze dell’Intesa. Il 22 luglio 1917 il Siam, rompendo gli indugi, dichiara guerra alla Germania e all’Austria-Ungheria, gli Imperi Centrali.

Re Rama VI espelle gli immigrati siamesi che vivevano in Germania e che non condividevano le decisioni del loro paese, e li invia in India, che, all’epoca, faceva parte dell’Impero britannico.

Obbliga anche 40 navi tedesche a lasciare i porti del proprio territorio. Egualmente saranno espulsi i funzionari tedeschi e austriaci che lavoravano per il Railway Department e la Siam Commercial Bank.

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Re Rama V

Il 30 luglio 1918, vengono inviati 1250 volontari a Marsiglia, in Francia, che, dopo la resa della Germania, avvenuta l’11 novembre 1918, vanno a controllare una parte di territori sulla parte sinistra del Reno. Saranno gli unici soldati del Sud-Est Asiatico a combattere sul suolo europeo, a eccezione dei 140000 vietnamiti arruolati nelle truppe coloniali francesi. Questi soldati, alla fine della loro missione, verranno accolti in patria come eroi e riceveranno un encomio militare in oro.

Nonostante il ruolo marginale nel conflitto, con la vittoria e in veste di alleato, il Siam acquisterà vantaggi economici e di immagine. Otterrà due milioni di baht di compensazioni, si siederà al tavolo delle trattative di pace a Versailles nel 1919 e otterrà dagli alleati la più avanzata tecnologia militare. Questo gli consentirà di assurgere a un ruolo di primaria potenza regionale nel Sud Est Asiatico. Dopo la guerra, a Bangkok, verrà eretto un monumento chiamato 22 LUGLIO 1917.