ORIENTALISMI: A CUORE FREDDO

In Thailandia
Buddha image InThailandia

a cura di Massimo Morello

C’è una parola fondamentale nel lessico thai: è stato calcolato che vada a comporre oltre 500 modi di dire, tutti riferiti a un altrettanto vasta gamma di emozioni. Solo che il loro significato reale è facilmente frainteso. È la parola chai (che spesso troverete scritto jai). Significa cuore. L’equivoco nasce quando scopriamo che ‘chai yen’,
il cuore freddo è considerato una virtù. Tradotto come mente fredda rende meglio l’idea: è quella disposizione caratteriale, psicologica che permette di mantenere la calma, di non diventare (o apparire, che è lo stesso) moho, arrabbiati. Al contrario, un ‘chai rawn’ (un cuore o una mente calda) è quanto di più deprecabile. Dice un proverbio: “Se il tuo cuore è un vulcano come puoi aspettarti che i fiori ti sboccino in mano?”.
La temperatura del cuore misura anche il carattere delle persone: chi dimostra un chai rawn gode di scarsa considerazione perché non è in grado di controllare le pr oprie emozioni. Ecco perché alzare la voce o manifestare aggressività in una discussione con un thai non serva a intimidirlo (salvo casi eccezionali). Anzi: l’ interlocutore ne trae la conclusione che si trova di fronte a una persona incapace di controllarsi. Allo stesso modo ogni altra manifestazione di forza (compreso lo stringere la mano con energia, secondo i canoni occidentali) è considerata una forma di chai rawn, o comunque di maleducazione.