MUSICISTI ITALIANI IN THAILANDIA

Il successo e la diffusione della musica italiana in Thailandia

di Paolo Piazzardi

Enzo Massetti
Enzo Massetti

Chi raccolse il testimone lasciato da Alberto Nazzari è tuttora materia di dibattito. È ragionevole supporre che Giorgio Berlingieri, fondatore di Italthai, colosso delle costruzioni che fece rinascere il mitico Oriental Hotel, avesse un ruolo di primo piano.

Al di là della sterminata collezione di canzoni italiane fatte appositamente arrivare per la piccola Cecilia, come immaginare i celebri Bamboo Bar o l’Author’s Lounge del suo hotel senza l’accompagnamento al pianoforte de ‘Il nostro concerto’ di Umberto Bindi o ‘Senza fine’ di Gino Paoli, genovesi come Berlingieri? Né si potrebbero dimenticare altri imprenditori ‘mecenati’ come Roberto Jotikasthira, fondatore di Turismo Thai e promoter discografico del pianista Lino Rizzo, di cui parleremo più avanti.

Ma la storia, si sa, non è scritta solo dai ‘grandi’.

Umberto Eco ebbe a dire che senza i ‘minori’ la nostra letteratura sarebbe simile a una foresta pietrificata. Così per la nostra musica in Thailandia indispensabile fu l’apporto di artisti noti e meno noti, che facevano conoscere e amare le nostre canzoni nella lobby di un hotel, sulla pedana di un ristorante o in qualche fumoso locale zeppo di GI americani di stanza nel Vietnam. Fu merito loro se la melodia italiana visse e prosperò.

È la storia di Gaspare Interrante. Dopo essersi trasferito in Thailandia, la sua chitarra ebbe modo di allietare le serate della Bangkok dei canali, ancora lontana dal traffico caotico di oggi. Le sue melodie made in Italy accompagnavano le cene a lume di candela di divi americani, personalità europee, e ‘grandi’ della terra.

Dopo essersi ritirato dall’attività, il musicista ha conosciuto una ‘seconda giovinezza’ con l’Italian Memorial Day, promosso dalla nostra Ambasciata a Thanon Pan (Silom Road), il luogo che accolse la prima comunità italiana in Thailandia. In quell’occasione la sua soddisfazione per il ‘ritorno’ fu tale, che si dovette insistere anche per un simbolico onorario!

La successiva ‘ondata’ di arrivi vide in primo piano il cantante Enzo Massetti, meglio noto come ‘the King of Pattaya’ (ma lui si schermisce e mette le mani avanti: “Ma quale ‘king’, non ‘allarghiamoci’, in Thailandia un re già c’è.  E come per i Savoia, si regna uno alla volta!”). Colui che fu apprezzato frontman (cantante solista) del complesso I Teoremi, assai noto all’epoca (i loro dischi in vinile sono una rarità da collezionisti), ha saputo anticipare il tramonto della musica ‘pop’ dando vita a una nuova carriera in Thailandia. L’operazione ha avuto successo. Per lungo tempo non v’è stata cerimonia pubblica o sposalizio nella capitale, che non fosse accompagnata da acclamati ‘bis’ di O sole mio.

Poi il fascino cosmopolita di Pattaya e la passione gastronomica della sua terra d’origine (Montecassino) lo portarono ad aprire l’Hopf Beer, un birrificio assai trendy a due passi dal mare. È lì che ora ‘the king’ intrattiene turisti da tutto il mondo. Anzi, ora che la presenza di visitatori russi pare avere il sopravvento, Enzo si è adeguato, specializzandosi nel loro repertorio più romantico (Kallinka, Ocj Ciornie). Lo accolgono i sospiri delle Natascie o Irine che affollano il locale. E i loro mariti o fidanzati? Per questi c’è il conforto dei boccali a forma di stivale, che un mestolo speciale ricolma all’occorrenza.

Scrittore, autore di “Italiani alla corte del Siam”