LA THAILANDIA E I PORTATORI DI HANDICAP

 Il problema della disabilità tra cultura, tradizione e religione

di Padre Giovanni Contarin

Matrimonio a Uttaradit di un'impiegata disabile del Camillian Home (2)La Thailandia ha cominciato a trattare il problema della disabilità in maniera aperta a livello di pubbliche istituzioni e politica sociale circa vent’anni fa. Prima di allora era un grosso tabù. Non si conoscevano le statistiche dei disabili e non si aveva il coraggio di esporre in pubblico un membro della famiglia portatore di handicap. I più coraggiosi si presentavano in pubblico per chiedere l’elemosina nelle strade di Bangkok.

Dai numeri dell’Ufficio Nazionale statistiche risulta che nel 2014 ci sono stati quasi due milioni di disabili su un totale di 67 milioni di Thailandesi. La maggior parte sono bambini e anziani. Le cause della disabilità sono spesso da ricercarsi fin dal concepimento, quando molte mamme abusano di farmaci, droghe o alcohol con il feto in crescita nel grembo. Altre cause sono da riferirsi ai tentativi di aborto falliti. Si prova con erbe o farmaci e quando il feto non viene abortito si pensa che non voglia morire e che chieda di vivere. Così lo si lascia crescere senza pensare che in realtà il feto è stato danneggiato. Molti bambini lasciati a sé stessi fin da piccolissimi, sono coinvolti in incidenti sia in casa sia sulle strade e nelle campagne. Purtroppo non c’è consapevolezza del pericolo e della debolezza fisica e psichica del bambino. Anche questo è un aspetto sociale che è oggetto di sforzi educativi delle istituzioni governative e degli NGO per responsabilizzare gli adulti che per ignoranza e per spensieratezza non si prendono cura dei bambini.

Due sono state le date che hanno spinto a prendere maggiore consapevolezza del problema: il 1981 (Anno internazionale delle persone portatrici di handicap) e il 1999 (Anno della disabilità in Thailandia). In entrambe le occasioni ci sono state delle campagne a livello nazionale che hanno innalzato il livello di sensibilità e di coscienza nei confronti di questa problematica, promuovendo inoltre politiche sociali e legislazioni in favore dei diritti dei disabili.

Cavallino Motors e bambini diversamente abili. Una giornata organizzata dal Camillian Home (3)Ricordo che nel 1985 (anno in cui arrivai in Thailandia) non si vedevano carrozzine per le strade e non si conoscevano le rampe di accesso nei luoghi pubblici.

I disabili erano considerati un segno di disonore per la famiglia e una maledizione legata alle vite precedenti. Il karma negativo che i disabili portano con sé non deve essere visto e non deve essere fatto vedere. Il disabile stesso è invitato ad accettare la propria situazione e sofferenza come parte della vita che non può cambiare se non con una nuova rinascita. Per questo scopo sono state create delle grosse istituzioni fuori dei centri urbani per accogliere gli abbandonati e le persone senza dimora. Un disabile che partecipa alla vita pubblica è un’immagine da non vedere. Il senso di compassione che genera invita all’idea di confinamento e di elemosina per soddisfare un precetto religioso.

Tuttavia, molte cose sono cambiate in questi ultimi vent’anni e molte associazioni sono sorte con l’idea di educare i genitori ad amare e accettare il proprio figlio disabile e invitare i vari ministeri e dipartimenti governativi a investire nel settore per aprire opportunità di accesso all’educazione, alle cure mediche e al lavoro. I disabili stessi chiedono opportunità e abbattimento di barriere, vogliono essere considerati protagonisti della propria vita e capaci di sviluppare qualità e capacità nascoste… Ma molte volte gli viene risposto dandogli un pugno di riso e un angolo dove poter riposare.

In Thailandia si è ben lontani dallo standard europeo: le scuole non hanno ancora maestri di sostegno e i sussidi economici sono di 20 euro al mese per tutti coloro che sono registrati nel proprio comune di residenza. Solo 200.000 degli 800.000 bambini disabili in età scolare hanno accesso a Cavallino Motors e bambini diversamente abili. Una giornata organizzata dal Camillian Home (2)qualche forma di educazione. È ridicolo ricordarlo, ma è proprio così: i più interessati a spendere per favorire l’accesso del disabile nella società sono i centri commerciali. In questi ultimi anni anche i distributori di benzina si sono forniti di toilette accessibili ai disabili. Il business ha sempre il sopravvento sul sentimento di misericordia quando si tratta di guadagnare!

La fondazione camilliana in Thailandia ha aperto in questi ultimi anni ben 5 centri per bambini disabili, enfatizzando soprattutto i progetti di day-care, dove i bambini possono trovare servizi di fisioterapia, terapia occupazionale e inserimento nel lavoro. Sono oltre 500 i bambini che possono usufruire di tali servizi e ci sono pure un centinaio di bambini orfani disabili residenti che possono trovare nelle istituzioni camilliane il calore di una famiglia. Il centro Camillian Home di Bangkok, aperto da cinque anni, è impegnato in modo particolare nella formazione dei dipendenti delle istituzioni comunali per un cambio di attitudine e sviluppo di attività di accesso ai disabili nella vita pubblica in tutti i 50 distretti della capitale, che conta quasi 13 milioni di persone.