LA PATENTE DI GUIDA THAILANDESE

patente thai
La patente di guida thailandese

Come premessa vale la pena ricordare che in Thailandia la patente di guida italiana non è riconosciuta. Per guidare in questo paese occorre avere una patente internazionale (secondo il modello della Convenzione di Ginevra del 1949) oppure una patente thailandese.

Si può ottenere una patente di guida thailandese sostanzialmente in tre modi: richiedendo la conversione della patente internazionale in una patente thailandese; richiedendo la conversione della patente italiana in una patente thailandese; affrontando l’iter da seguire per ottenere una patente di guida thailandese.

Nel primo caso bisognerà recarsi presso l’ufficio della motorizzazione thailandese territorialmente competente con la seguente documentazione: l’originale e una copia del proprio passaporto (sia della pagina con le generalità sia della pagina con il visto), un certificato medico per la richiesta di una patente di guida thailandese, l’originale più copia della propria patente internazionale e un’attestazione di residenza prodotta dall’Ambasciata d’Italia (questo documento non serve se in possesso di un work permit o di un certificato di residenza rilasciato da un’altra Autorità thailandese riconosciuta dalla motorizzazione). In Thailandia per poter guidare macchine e motociclette servono due patenti, pertanto tutta la sopraccitata documentazione deve essere prodotta in duplice copia e firmata dall’interessato. Una volta presentata la documentazione, sarà necessario superare una serie di esami fisici prima di ricevere la patente di guida vera e propria. I test ai quali bisogna sottoporsi sono quattro. Nel primo (test per daltonismo) è necessario riconoscere i colori (verde, giallo e rosso) che compaiono nei quadranti della riproduzione di un semaforo, posto di fronte all’esaminato. Nel secondo (prova dei riflessi) vengono testati i riflessi del soggetto, che a seguito di un segnale ottico deve spostare il piede destro dal pedale dell’acceleratore al pedale del freno in un tempo limite prestabilito. In seguito, per il test numero tre (quello per valutare la visione in profondità), occorre allineare tramite un comando a distanza due piccole asticelle che si trovano in un macchinario posto a qualche metro dall’interessato. L’ultima prova (per determinare la visione laterale) consiste nel riconoscimento dei colori (verde, giallo e rosso) che vengono proiettati da un dispositivo ottico posto a lato rispetto alla visuale del soggetto. In caso di errore, i test possono essere ripetuti tre volte. Se gli errori si ripetono, i test verranno effettuati nuovamente in un altro giorno. Se invece i test vengono superati, sarà possibile procedere nella stampa della patente di guida.

LA PATENTE DI GUIDA THAILANDESE
guidare a Bangkok…

Nel secondo caso la procedura è del tutto simile, con l’unica distinzione che nella presentazione della documentazione andrà aggiunta una traduzione della patente italiana certificata dall’Ambasciata. Si tenga presente che nella patente italiana (tipo B) si segnala l’abilitazione alla guida per le sole autovetture. Pertanto, le Autorità thailandesi potranno convertire la patente di guida italiana in una patente di guida thailandese per automobili, mentre ai fini dell’acquisizione di una patente di guida thailandese per motociclette bisognerà effettuare anche il test teorico e il test di guida, come descritto nel prossimo paragrafo.

Per richiedere una patente thailandese, si può infine seguire l’iter più lungo ovvero la semplice richiesta alla motorizzazione delle patenti di guida per autovetture e motociclette. La documentazione da presentare non si discosta da quella descritta nei punti precedenti (ovviamente non servirà né la patente internazionale né la patente italiana). Dopo aver effettuato la domanda, ci si dovrà sottoporre ai test fisici sopra descritti per procedere al test teorico e al test pratico di guida. L’esame teorico consiste in 50 domande e per il superamento dello stesso sarà necessario rispondere correttamente ad almeno 45 risposte (il 90%). Se non si supera il test, si può ritentare una seconda volta. In caso di esito negativo, si può tornare e ritentare un altro giorno. È possibile effettuare il test in lingua inglese e sebbene le domande siano molto semplici il test non deve essere sottovalutato. Si può anche richiedere agli uffici preposti un libro di testo in inglese propedeutico all’esame teorico. Se l’esito del test è positivo, si procede all’esame di guida che consiste appunto nella guida di una macchina o di una motocicletta (nel caso in cui non si possegga un veicolo proprio, è possibile affittarne uno in loco) all’interno di un circuito appositamente realizzato nei pressi della motorizzazione. Se si passa l’esame, si procede nella stampa e nella consegna della patente.

Le patenti hanno validità di un anno. Alla scadenza è possibile richiedere il rinnovo, effettuando i soli test fisici ed essendo in possesso di un visto di permanenza idoneo. Il rinnovo vale 5 anni a meno che non sia richiesto oltre un anno dopo la scadenza della patente. In tal caso occorrerà rifare tutta la procedura.

In generale, si consiglia di recarsi in motorizzazione la mattina presto accompagnati da una persona che parli thailandese e di munirsi di tanta pazienza, date le interminabili code alle quali ci si dovrà irrimediabilmente sottoporre. Il costo della patente di guida per autovetture è di 205 baht, mentre quella per motociclette ammonta a 155 baht.

Oltre alla possibilità di guidare in Thailandia, una patente di guida thailandese rappresenta un documento d’identità riconosciuto dalle Autorità locali e consente di avere download (1)diritto a determinati sconti per quanto riguarda ad esempio ingressi a musei o altre attrattive turistiche.

Si tenga presente che le Autorità preposte stanno discutendo una serie di norme che comporteranno delle modifiche ai test e alle procedure da affrontare per l’ottenimento della patente di guida thailandese. Dunque, sebbene quanto descritto sopra rimarrà in linea di massima il percorso da seguire, potrebbero essere introdotte delle nuove procedure per quanto riguarda soprattutto la tipologia degli esami ai quali l’interessato verrà sottoposto.