LA FAMIGLIA REALE

Un sovrano amato come una divinità

di Beppe Bonazzoli

Re Bhumipol Adulyadej
Re Bhumipol Adulyadej

Le sue immagini sono esposte dovunque: negli uffici pubblici, nei templi, nelle strade, nei negozi e anche nelle abitazioni. A criticarlo o dirne male si rischia il reato (pesantissimo) di lesa maestà perché, nel suo ruolo di capo politico e guida spirituale della Thailandia, viene adorato dalla sua gente come un semidio. Nato nel 1927 negli Stati Uniti, re Bhumipol Adulyadej salì al trono della Thailandia nel 1946, quando era ancora studente all’università di Losanna, in Svizzera. Successe dopo la morte del fratello Rama VIII (re Ananda Mahidol), che resse il trono per 15 anni prima di venire ucciso, in circostanze misteriose, da un colpo di arma da fuoco.

Il sovrano che ha regnato più a lungo nella storia della Thailandi a ha un proprio consiglio composto da 14 eletti che lo seguono, e lo consigliano, in merito agli impegni reali. Al re Bhumipol Adulyadej viene riconosciuta una straordinaria abilità nell’essere riuscito a fare del suo Paese un’isola felice nel cuore del Sud-Est Asiatico, salvaguardando i confini del Paese dal Vietnam insanguinato da tante guerre (prima con i Francesi e poi con gli Americani), dalla Cambogia devastata dai genocidi khmer, dalla Birmania stretta nella morsa di un regime militare durissimo e dal vicino, poverissimo Laos.  

Gli viene riconosciuta una gestione del potere discreta, quasi occulta ma impostata sulla stabilità, grazie alla quale ha saputo attirare in Thailandia capitali e investimenti da tutta l’Asia. È riuscito a fare del suo Paese il primo produttore mondiale di riso e gamberetti, a trasformarlo negli anni Ottanta nella tigre del Sud-Est Asiatico, a condurlo sulla strada della modernizzazione e, da decenni, a collocare la Thailandia quale meta al top negli itinerari del turismo internazionale. Sono 26 milioni gli stranieri che transitano ogni anno in Thailandia, per business ma soprattutto per una vacanza esotica.

Principessa Mahachakari Sirindhom.1
Principessa Mahachakari Sirindhom

Sebbene la deferenza nei confronti della corona abbia molto a che fare con il tipico rispetto orientale, re Bhumipol è amato perché si è impegnato molto, in prima persona, per lo sviluppo del Paese. Durante il suo regno Rama IX, spesso accompagnato dalla consorte la regina Sikirit, ha visitato gran parte della Thailandia per ascoltare le lamentele di funzionari e agricoltori, operai e pescatori. Nel 1969 ha creato la Royal Project Foundation per aiutare i contadini bisognosi: lo sforzo più nobile della fondazione è stato lo sradicamento delle coltivazioni di oppio fra le tribù di montagna del nord. Là nel famoso e famigerato triangolo d’oro.

I suoi viaggi hanno dato vita a centinaia di lavori pubblici con la costruzione di strade, la bonifica di zone paludose, la creazione di centrali elettriche e infrastrutture per migliorare la qualità della vita di un Paese che, in molte regioni e soprattutto al nord, affonda ancora le radici nell’indigenza.

Un esempio? I terreni all’interno del palazzo Chitralada, residenza della famiglia reale, sono stati trasformarti in Centro di Ricerca per l’Agricoltura dove esperti e tecnici lavorano a progetti destinati a migliorare il primo comparto dell’economia thailandese. Come sovrano, il ruolo di re Bhumipol Adulyadej è puramente cerimoniale, ma ha grande influenza nella vita politica di un Paese turbolento nel quale, dal 1932, ci sono stati 20 colpi di stato, 10 dei quali hanno determinato un cambio di governo (in Thailandia il potere forte viene, da sempre, detenuto dai militari). Si ritiene che i due colpi di Stato durante gli anni ’80 siano falliti perché non avevano la sua implicita approvazione.

Re Bhumipol è sempre stato considerato una forza stabilizzante nei momenti di crisi e, di recente, contro l’operato del primo ministro Taksin (ora in esilio), la cui sorella Shinawatra è stata per alcuni anni anch’essa primo ministro. Per riconquistare il potere Taksin, magnate delle telecomunicazioni e affarista senza scrupoli più volte condannato, ha fatto scendere in piazza i suoi sostenitori che hanno affrontato i sostenitori del re. Scontri che hanno dato luogo a pestaggi, sparatorie, tumulti di piazza con morti e feriti.

Sua Maestà si occupa dei doveri reali nel Palazzo di Chitralada, situato nel complesso Dusit di Bangkok: quale protettore della nazione e custode della fede religiosa, nel corso dell’anno presiede numerose cerimonie buddiste e brahmaniche. Tra le più significative i cambi di abbigliamento stagionale del Buddha di smeraldo e la cerimonia dell’aratura reale, durante la quale viene piantato il riso rituale che, si spera, assicuri prosperità per l’anno successivo.

Per tutte queste ragioni la maggioranza del popolo thailandese considera Rama IX una sorta di guida quasi divina. Oltretutto re Bhumipol Adulyadej è sempre stato considerato il simbolo dell’uomo thailandese moderno (istruito, votato alla famiglia, filantropo ed elegante). Oggi ultraottantenne, il re vivente con il più lungo di periodo di reggenza al mondo vanta una salute precaria. È stato ricoverato in ospedale per quasi due anni e le sue apparizioni pubbliche, ormai, sono così rare da fare notizia sui media internazionali.

Occupa invece sempre più spazio sui media e nelle chiacchiere della gente il delicato problema della successione.

Re Bhumipol Adulyadej.1
Re Bhumipol Adulyadej

Il re e sua moglie, la regina Sirikit, hanno 4 figli: la principessa Ubol Ratana (nata nel 1951), il principe ereditario Maha Vajiralungkom (1952), la principessa Mahachakari Sirindhom (1955) e la principessa Chulabhon (1957).

Secondo la Costituzione il re dovrebbe scegliere il proprio successore: l’erede designato dovrebbe essere l’unico figlio maschio Maha Vajiralungkom, ma se lui rinunciasse o fosse impossibilitato a portare la corona, il trono potrebbe passare al figlio maschio di Maha. Il fatto è che l’ordine di successione nel regno thailandese non risulta chiaro. La figlia maggiore del re Ubol Ratana, un tempo seconda in linea diretta, ha perso i privilegi sposando nel 1972 l’americano Peter Jensen contro il volere del sovrano. In seguito però il diritto al trono le è stato restituito.

La terzogenita della dinastia, principessa Mahachakari Sirindhom (chiamata principessa angelo), è la più amata dei figli del sovrano per la sua disponibilità e le frequenti visite nelle campagne. Di recente le è stato conferito il rango equivalente del fratello maggiore, perciò è anche lei seconda in ordine di successione al trono. 

La questione non è da poco in quanto il sistema politico thailandese, sebbene rientri fra le monarchie costituzionali, sancisce che il re ‘occupa una posizione di adorazione reverenziale’. Anche per questo la perdita di re Bhumipol rischia di trasformarsi in una tragedia nazionale: sostituire quello che viene considerato dai Thailandesi un semidio non sarà impresa semplice.


 

PREVISTO IL REATO DI LESA MAESTÀ

I Thailandesi amano talmente il loro re che, da qualche anno, è stato introdotto il reato di lesa maestà: i turisti stranieri devono essere consapevoli che comportamenti inopportuni nei confronti della famiglia reale possono portare anche all’arresto. La nuova legge è stata applicata nei confronti di uno svizzero che fece la stupidaggine di imbrattare con la vernice una foto del re e postarla su YouTube. Venne arrestato, condannato, messo in prigione e poi espulso dal Paese.
I Thailandesi sono particolarmente permalosi quando si offende la famiglia reale o la loro immagine. Strappare una banconota a metà (ogni taglio riproduce l’immagine del sovrano), viene considerato un oltraggio grave. Prima delle proiezione di un film, in tutti i cinema della Thailandia, viene intonato l’inno nazionale e gli spettatori devono alzarsi in piedi, in segno di rispetto per la famiglia reale. Nel 2006, per festeggiare i 60 anni di re Bhumipol, i Thailandesi che associano ogni giorno a un colore, cominciarono a indossare camicie gialle ogni lunedì, essendo il re nato di lunedì. È diventato usanza nazionale vestirsi di rosa il martedì perché si ritiene che questo colore porti buona salute al sovrano.

BUON SASSOFONISTA E COMPOSITORE DI JAZZ

L’intera Thailandia è disseminata di immagini del sovrano, moltissime delle quali lo ritraggono con il sassofono in mano. Meglio conosciuto con il nome di Rama IX (della dinastia Chakri), re Bhumipol Adulyadej è nato negli Stati Uniti nel 1927 dove il padre – principe Mahidol – stava studiando medicina all’università di Harvard.
In grado di esprimersi correttamente in inglese, francese, tedesco e thailandese, il sovrano è un appassionato compositore di musica jazz e sassofonista di buon livello. In gioventù ha organizzato perfino jam session con musicisti del calibro di Woody Herman e Benny Goodman. Le sue composizioni vengono ancora oggi trasmesse regolarmente dalle radio thailandesi. Ha viaggiato molto per la Thailandia sulla sua Rolls Royce gialla (colore della monarchia thai), simbolicamente scortata dalle forze di polizia.

Giornalista ed inviato di quotidiani e settimanali da quarant’anni, ha firmato programmi radiofonici e testi televisivi. Ha scritto “I signori della notte”, sul fenomeno della discoteca degli anni ’90 ed “Il respiro sul fiume”, viaggio tra globalizzazione e tradizione lungo le rive del Po. Sta vivendo la terza stagione della sua vita sotto il sole dei tropici.