INTERVISTA A MONIQUE KLONGTRUADROKE

di Massimiliano Brancato

Monique in la 'Regina della Notte' nel Flauto Magico di Mozart
Monique in la ‘Regina della Notte’ nel Flauto Magico di Mozart

Monique Klongtruadroke diffonde charme thailandese e simpatia italiana sin dal primo saluto. Ha appena dismesso le magnifiche vesti della ‘Regina della Notte’ nel Flauto Magico di Mozart. La rappresentazione si è tenuta presso il Thailand Cultural Center, sotto la direzione di Trisdee Na Patalung e la regia di Somtow Sucharitkul. L’allestimento minimalista e ibridato dall’intercalare in thai e in inglese dei siparietti più umoristici ha decisamente incontrato il favore del pubblico e ha piacevolmente sorpreso anche chi è più avvezzo alle magiche alchimie musicali mozartiane.

 

Leggiadra e naturalmente aggraziata come le donne thai, ma con lo sguardo penetrante e la straripante allegria delle donne mediterranee, Monique è senz’altro un elemento chiave per fare il punto sullo ‘stato dell’arte’ della cultura musicale thailandese contemporanea.

Incrocio meno frequente di padre architetto thai e madre pittrice italiana, formata musicalmente al Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia, egualmente impegnata in Italia, Thailandia e Regno Unito, insegnante di Classical Voice presso la Silpakorn University e la Assumption University di Bangkok e tra i protagonisti della scena musicale thailandese (famosa è la sua interpretazione nel concerto-cerimonia Requiem in Memory of H.R.H. Princess Galyani Vadhana con la Bangkok Symphony Orchestra condotta da Hikotaro Yazaki nel 2008). Due sorelle altrettanto famose, Debbie, cantante di R&B e Contemporary Gospels, e Karen, attrice di successo e attualmente presentatrice e producer presso la CBN Siam di Chiang Mai. Le tre sorelle Klongtruadroke sono note, inoltre, per l’encomiabile evento musicale di beneficienza Giving the Gift of Live with LOVE, organizzato assieme al famoso pianista Nat Yontararak e già ormai alla quarta edizione.

Incontriamo Monique alla Silpakorn University dove aleggia ancora pressoché ubiqua la presenza di Corrado Feroci.

Monique e Feroci; gli italiani sono ancora un punto di riferimento nel panorama culturale e artistico thailandese?

Gli italiani tuttora sono molto stimati in Thailandia anche se oggi si pensa più ai prodotti di consumo piuttosto che alla cultura. La lirica è titpicamente made in Italy ed è senz’altro vista come un valore. Ovviamente non siamo più nella fase pionieristica di Feroci, ma siamo ancora molto ben considerati dagli artisti thailandesi, godiamo di una grande stima e i thailandesi hanno molti caratteri in comune con noi italiani.

Quale interesse incontra lo studio e l’ascolto della musica classica europea in Thailandia?

La musica classica in Thailandia è ancora un fenomeno di nicchia, diversamente da altri paesi orientali (Giappone, Corea, Cina). In questi ultimi anni comunque sono stati fatti passi importanti, sono state fondate alcune compagnie liriche, tra cui l’Opera Siam International fondata da Somtow, personaggio molto noto nel panorama musicale thailandese e internazionale. Ci sono state molte iniziative, tra cui il Flauto Magico, la cui ultima replica peraltro è stata sponsorizzata dalla Bangkok Metropolitan Administration, che ha consentito a tutti i cittadini over 60 di poter entrare gratis ad ascoltare l’opera con un massimo di 10 familiari al seguito. Queste iniziative stanno sicuramente aiutando a diffondere la lirica e la musica classica in Thailandia, considerando che i prezzi dei biglietti sono mediamente alti. Iniziative analoghe vengono sempre più spesso previste per gli studenti e altre categorie. Per molti si tratta della prima esperienza di ascolto di un’opera e ho avuto molti riscontri entusiastici. C’è un’altra compagnia, la NUNi Productions, costituita da giovani di talento e con idee molto innovative che meriterebbero un sostegno maggiore. Anche a livello universitario sono stati fatti enormi passi avanti. Sono state aperte diverse cattedre di Canto Lirico (Sillapakorn, Assumption, Rangsit, Mahidol, Chulalonghorn etc.), un vero e proprio boom di studenti che possono ora beneficiare anche di diversi auditorium universitari.

Quale è la tua percezione del quadro artistico e culturale contemporaneo in Italia ed in Thailandia?

Somtow è il più noto compositore thailandese. Ha scritto diverse opere su libretti in inglese ma ispirate alla storia e alla mitologia thailandese, cercando anche di fondere le sonorità classiche con quelle tradizionali thailandesi anche attraverso l’uso di strumenti thai. Nel 2009 ho interpretato in Tasmania la prima mondiale dell’opera The Lunch Box, che credo sia la prima in assoluto completamente in thailandese, composta dal giovanissimo Thanapoom Sirichang su libretto di Bringkop Vora-Urai, entrambi di Chiang Mai. C’è poi il notissimo pianista e compositore Nat Yontararak, Monique Klongtruadroke mentre interpreta la 'Regina della Notte' nel Flauto Magico di Mozart (3)vincitore nel 2006 del prestigioso titolo Outstanding Contemporary Artist Silapathorn Award in Music, particolarmente impegnato nella diffusione di composizioni prevalentemente pianistiche – a proposito, non casualmente suo figlio, Pana Yontararak, ha studiato musica in Italia. Il panorama contemporaneo è sostanzialmente dinamico e si avvale sia dell’apporto di artisti stranieri sia del contributo di importanti e stimati autori locali.

Considerando la crisi ormai decennale che attanaglia le nostre istituzioni musicali, credi che in Thailandia ci siano possibilità di impiego nell’ambito accademico e concertistico per musicisti di formazione classica?

A mio modo di vedere ci sono molte potenzialità. Si aprono continuamente nuove cattedre di materie musicali e credo che nel prossimo futuro, anche grazie all’ASEAN, si tenderà a riempire quel ‘gap’ artistico con paesi come Giappone o Corea.

Ci congediamo da Monique con la sensazione gradevolissima di aver scoperto un mondo inaspettatamente ricco, dove armonie di oriente e occidente si incontrano e si fondono in un magico e ammaliante caleidoscopio musicale.


MUSICISTI ITALIANI IN THAILANDIA

di Paolo Piazzardi

Figlie d’arte di madre pittrice e padre architetto, le tre sorelle italo-thailandesi Monique, Debora e Karen Klongtraudroke sono la testimonianza della ricchezza che si genera attraverso l’incrocio di diverse culture. Monique nella lirica, Debora nella musica soul e Karen nella recitazione, ognuna porta un ‘valore aggiunto’ nelle relazioni di amicizia dei due Paesi.

Mentre Debora e Karen alternano la loro attività artistica alle responsabilità della famiglia o del lavoro, Monique persegue con grande determinazione – e lusinghieri risultati – quella concertistica di soprano.

Parlano per lei la serietà degli studi compiuti – Conservatorio di Venezia, la maestra di Bocelli come istruttrice di canto, stage di studio in Gran Bretagna che tuttora proseguono – e i recital che Monique offre al pubblico europeo e asiatico. Vi è poi un aspetto della sua personalità che è pari ai mezzi vocali: l’innata capacità di ‘tenere’ la scena, che è in grado di dominare solo col suo carisma. Il concetto è facile e difficile da spiegare al tempo stesso. Quando Monique interpreta ‘La Regina della Notte’ del Flauto Magico, rappresentato di recente al Thailand Cultural Center, è come se quella figura immortale prendesse forma, incarnandosi in lei. È una sensazione che il pubblico di Bangkok ha provato di recente, al recital di Monique offerto per la cena natalizia Bridge of Hope di P. Contarin.

Si sa quanto difficile sia ‘sfondare’ in un mondo chiuso come quello della lirica e quanti sacrifici occorrano prima di raggiungere la definitiva consacrazione.  Tuttavia, siamo certi che se un giorno il nome di Monique comparisse nei cartelloni di un’Opera House d’Europa o America, molti direbbero: “Lo sapevamo che ce l’avrebbe fatta”.


Antropologo, archeologo, geografo. Direttore della rivista “InThailandia”. Residente in Thailandia dal 2002 dove ha approfondito i suoi studi sulle società del sudest asiatico.