Gianfranco Guerini e la Vianini Group in Asia

L’Italia in Thailandia nel campo dell’ingegneria civile

di Padre Giovanni Contarin

Tra le figure di spicco dell’eccellenza italiana in Thailandia figura certamente quella di Gianfranco Guerini. Trasferitosi in Thailandia nell’aprile del 1968 come dipendente della Vianini S.p.A., ne diventa direttore nel 1985. Sotto la sua guida, che si conclude nel 2005, vengono realizzate alcune tra le più importanti costruzioni di ingegneria civile realizzate nel Paese in quegli anni.

Oggi, a distanza di quasi 50 anni dal suo arrivo in queste terre, Guerini vive ancora qui come pensionato sui generis, dal momento che, nonostante l’età e lo straordinario successo professionale ottenuto, continua a darsi da fare come consulente tecnico per varie compagnie di costruzioni. Di carattere forte e deciso, ma nello stesso tempo di modi gentili e discreti, Guerini è un personaggio d’altri tempi. Non conosce molti italiani e ha sempre condotto una vita moderata, fatta di lavoro soprattutto. Pochi gli svaghi – una birra al bar ogni tanto – e una straordinaria passione per la vela.

Nato nel 1933 a Breno in Val Camonica, Guerini cresce sulle sponde del Lago d’Idro in Provincia di Brescia, dove consegue il diploma di Geometra nel 1953, perdendo un anno di scuola a causa della guerra. In seguito, inizia a lavorare per l’impresa italiana Baccoli, occupandosi della costruzione e manutenzione di strade sui vecchi tracciati militari.

In quel periodo, oltre al lavoro, Guerini mette su famiglia, sposando la figlia dell’impresario Baccoli, dalla quale ha 3 figli. La moglie non ha però mai voluto trasferirsi in Thailandia e ha preferito rimanere in Italia con i figli. Al contrario Guerini, che ormai considera la Thailandia come la propria casa, ha deciso di non fare ritorno in Italia, limitandosi come di consuetudine a fare un viaggio ogni anno per visitare i familiari e curare i propri affari.

Guerini rimane con la Baccoli fino al 1962, per poi lavorare come libero professionista. Nel 1966 giunge in Libia, lavorando come topografo per la Ferro Betton-SILM, un’altra società di costruzioni. Ed è proprio quando si trova sulla costiera libica che arriva l’opportunità di trasferirsi e lavorare in Thailandia, occasione che Guerini non si lascia certo sfuggire.

Guerini si trasferisce dunque in Thailandia, dove lavora per la joint-venture Vianini-Ferro Betton-SILM. La Vianini a quel tempo era già presente in Thailandia, dove costruiva strade, ed era alla ricerca di personale con le giuste competenze e motivazioni per poter ampliare il mercato d’affari e acquisire nuove importanti commesse. In Thailandia, per conto della Vianini, Guerini apre un ufficio tecnico specializzato nella costruzione di dighe. E la collaborazione con l’Azienda prosegue nel tempo, salvo poche interruzioni. Infatti, il Geometra bresciano ha lavorato anche con il colosso delle costruzioni ITALTHAI, per il quale ha contribuito all’upgrading del tratto stradale Don Mueang-Saraburi.

In questo periodo, Guerini ha anche conosciuto Giorgio Berlingieri, leggendario fondatore di ITALTHAI, che era arrivato in Thailandia dopo aver lavorato al recupero relitti nel Mekong in Vietnam, utilizzando la nave Archimede, allora il più grosso pontone del Sud-Est Asiatico. Ma questa è un’altra storia.

Ad ogni modo, la carriera lavorativa di Guerini rimane indissolubilmente legata alla Vianini, per la quale ha lavorato sia in Thailandia sia ad Hong Kong (dal 1972 al 1977). Come già accennato, in Thailandia Guerini diventa responsabile del Gruppo con pieni poteri nel 1985, coordinando le attività della Vianini per un ventennio, fino al 2005, anno di chiusura degli Uffici in Thailandia.

Tra le opere di maggior rilievo realizzate dal suo arrivo vanno citate almeno: la diga di Sirikit sul fiume Nan, nella Provincia di Uttaradit; la diga di Srinakarin sul fiume Khwae Yai, nella Provincia di Kanchanaburi; il canale di diversione di Khao Laem; la diga di Mae Moh e quella di Chiew Larn, nella Provincia di Surat Thani; l’estensione della diga di Bhumibol, nella Provincia di Tak; e infine la diga di Korat, nella provincia omonima, l’ultima opera costruita sotto la sua direzione e la più importante sotto il profilo tecnico.

Guerini è sempre stato molto rigido con i dipendenti, ma giusto dal lato economico. Ai lavoratori, allora tutti thailandesi, veniva garantita un’assicurazione medica stipulata con gli ospedali locali e venivano garantite le medicine di base. Allora, una donna guadagnava un Baht l’ora, mentre un uomo riusciva a prenderne uno e mezzo. Ai lavoratori era chiesta serietà e organizzazione nel lavoro, e in cambio veniva data la possibilità di poter far valere la loro posizione attraverso degli incontri mensili tramite comitati, che avevano dei rappresentanti per ogni sezione (ad esempio la sezione calcestruzzo, la sezione gallerie ecc.). Nella fattispecie, questa procedura, allora d’avanguardia, venne imposta da Guerini.

Arrivato in Thailandia quando ancora la Guerra del Vietnam non si era conclusa, Gianfranco Guerini è stato, oltre che uomo di successo, uno straordinario testimone del cambiamento che ha interessato la Thailandia negli ultimi 50 anni. Senza sbilanciarsi troppo su giudizi che non gli competono, quando parla della Thailandia dice, con una nota di rammarico, che il cantiere è rimasto lo stesso, ma la gente è cambiata.