L’EASTERN SEABOARD COME MODELLO DI SVILUPPO TERRITORIALE

Formazione e struttura della seconda regione industriale della Thailandia

Nel 1959 il FeldmarescialEastern Seaboard Development Programmelo Sarit Thanarat fu costretto a una ‘quasi’ invasione militare di Chonburi per riprendere il controllo di una città in mano alla malavita organizzata che prosperava grazie al traffico di oppio e al gioco d’azzardo. Il tentativo riuscì solo in parte e fu reiterato da Kukrit Pramoj nel 1981 e ancora negli anni ‘90 dal Pol. Maj-Gen. Seri Temiyavej.

Negli anni Settan
ta, all’inizio della ‘fortuna’ turistica di Pattaya, un viaggiatore annotava a proposito della Eastern Seabord: “It seemed like a wild crazy lawless place, full of chancers and bandits, like some vision of an Oriental Wild West.”

È impressionante la rapidità con cui un territorio selvaggio e quasi fuori controllo si sia trasformato in una manciata di anni nel secondo polo di sviluppo industriale della Thailandia, comprendendo una delle località turistiche più note e frequentate a livello mondiale: Pattaya.

Tutto ha inizio nel 1973 con la scoperta dei giacimenti di gas naturale nel Golfo del Siam e con l’avvio del faraonico progetto dell’Eastern Seaboard Development Plan (ESDP). Il progetto fu ideato a metà degli anni Settanta dal National Economic Social Development Board e finanziato quasi totalmente dalla World Bank e dal governo giapponese che, in quegli anni, aveva decuplicato gli investimenti in Thailandia surclassando ampiamente quelli statunitensi.

Nonostante enormi differenze e contrasti tra i vari soggetti coinvolti nel progetto, l’ESDP ha pienamente realizzato le sue finalità (sebbene ancora non perfettamente compiute), diventando per certi aspetti un ‘modello’ di sviluppo integrato territoriale. Va sottolineato, inoltre, che un progetto di così vasta scala è stato portato a termine in tempi relativamente brevi e senza seri fenomeni di corruzione o distrazione di fondi.

Koh Samet dopo l'incidente dell'oleodotto sottomarino di fronte a RayongIl governo thailandese fece dell’ESDP una delle priorità del Fifth National Economic and Social Development Plan (1982 – 1986). Esso fu incentrato sulla costruzione del polo chimico-industriale di Map Tha Phut (Rayong), del polo industriale a basso impatto di Laem Chabang e delle infrastrutture di collegamento. In questo contesto si è inserito anche il nuovo aeroporto Suwarnabhumi, strategicamente collocato nel quadrante Sud-Est dell’hinterland di Bangkok e collegato dall’unica ‘highway’ a otto corsie esterna all’area metropolitana che collega Bangkok a Rayong. Il piano infrastrutturale verrà completato nel 2017 con il collegamento ferroviario ad alta velocità Bangkok-Rayong.

Il successo dell’ESDP è stato impressionante. Già alla fine degli anni Novanta l’Eastern Seabord è diventata la seconda regione industriale del paese, assorbendo più del 38% della forza lavoro e arrivando ad assorbire il 65% del totale delle nuove aziende su base nazionale, senza contare le oltre 200 aziende che si sono rilocate nell’Eastern Seabord da altre zone del paese. Il reddito pro-capite nella regione era già nel 1996 di 2,76 volte superiore a quello medio nazionale.

In questo quadro sono stati avviati i tre grandi poli industriali di Amata Nakorn, Amata City e la Hemaraj Eastern Seabord Industrial Estate. In brevissimo tempo la sola Hemaraj Eastern Seaboard Industrial Estate è diventata la ‘Detroit dell’Est’, con 113 aziende di componentistica auto e di 15 tra le maggiori aziende di produzione automobilistiche tra cui Ford, GM, Mazda e Suzuki. In particolare Ford e Mazda hanno dato vita alla Joint Venture Autoalliance Thailand con una produzione di oltre 175.000 veicoli all’anno. Nel 2005 anche l’acciaieria italiana Danieli ha aperto una filiale nella Eastern Seaboard Industrial Estate (Rayong) dando lavoro a 2.200 addetti di cui circa il 97% thailandesi. Ad Amata Nakorn si sono insediate 458 fabbriche (di cui circa il 60% giapponesi) che danno lavoro a circa 140.000 addetti. Amata City ospita 97 fabbriche per un totale di 25.000 addetti.

La filiale a Rayong della Danieli, multinazionale italiana leader nella produzione di impianti siderurgiciIl successo dell’ESDP deriva dalla intelligente infrastrutturazione del territorio e le prospettive di crescita non si sono esaurite, sebbene la percentuale di occupazione degli immobili commerciali e industriali sia ancora leggermente inferiore a quella di Bangkok e Ayutthaya. In previsione si può prevedere una sempre maggiore delocalizzazione dall’area metropolitana di Bangkok eccessivamente congestionata e da quella di Ayutthaya troppo esposta ai frequenti episodi alluvionali stagionali.

Paradossalmente l’ESDP può essere vittima del proprio successo, soprattutto in termini di inquinamento, erosione costiera, cementificazione eccessiva ecc. Se si considera il quadro stupendamente sub-tropicale in cui è inserita, questi danni, se non prevenuti e controllati, potrebbero compromettere irreversibilmente il prezioso contesto eco-sistemico. Il grave incidente avvenuto il 27 luglio 2013, una falla apertasi in uno degli oleodotti sottomarini di fronte a Rayong, che ha compromesso le spiagge di una delle più belle e frequentate mete turistiche, Koh Samet, è un drammatico campanello d’allarme.