CORRADO FEROCI

La storia dell’artista che ha rivoluzionato l’arte thailandese

di Simone Cattaneo

Corrado Feroci
Corrado Feroci

Corrado Feroci, definito a ragione un eroe thailandese e non italiano, unanimemente considerato il padre dell’arte moderna thailandese, nasce a Firenze il 15 settembre 1892. Lo scultore fiorentino costruisce tuttavia la propria fortuna sulle sponde del Chao Phraya, in Thailandia, dopo essersi lasciato alle spalle qualche anno di insegnamento nell’Accademia di Belle Arti a Firenze (presso la quale si era diplomato nel 1914) e poche realizzazioni artistiche (da ricordare il Monumento ai Caduti eretto nel 1922 a Portoferraio, nell’isola d’Elba, che rimane probabilmente l’unica opera di rilievo prodotta in Italia).

L’occasione per lasciare la patria si presentò nel 1922, quando il governo del Siam bandì un concorso per la selezione di un artista italiano disposto a trasferirsi e operare in Thailandia. Il regno del Siam già da qualche decennio aveva infatti promosso una serie di iniziative mirate al rinnovamento artistico del paese e Rama VI, allora l’attuale reggente, sulla scorta dei suoi predecessori, non si discostò da questa linea. Fu così dunque che Corrado Feroci, dopo essere stato selezionato tra i numerosi candidati, si imbarcò nel 1923 alla volta della Thailandia, dove avrebbe lavorato per il Dipartimento di Belle Arti del Reale Istituto, inizialmente con un contratto di tre anni come scultore di corte e con una retribuzione mensile di 800 baht.

Giunto a Bangkok tuttavia gli inizi furono difficili. Poco apprezzata la prima opera commissionata all’artista, ovvero il busto del monarca regnante. Anche l’impatto con l’amministrazione locale non fu positivo. Al Dipartimento angusti erano gli spazi entro il quale Corrado Feroci era costretto a lavorare, così come sclerotizzati e rigidissimi dovevano essere gli schematismi entro i quali il concetto stesso di arte era irretito nel panorama culturale thailandese della prima metà del Novecento.

Tuttavia la gloria giunse in fretta. L’episodio che determinò una prima importante affermazione fu la commissione del busto del principe Naris, magnate degli artisti italiani nella Corte del Siam e artista egli stesso. Il giudizio entusiasta sull’opera valse l’ammirazione del re e aprì le porte del successo allo scultore fiorentino. Corrado Feroci acquisì dunque prestigio come scultore di corte e proprio dalla cerchia reale arrivarono le prime fondamentali commissioni che lo portarono all’attenzione di un paese nel quale egli andò radicandosi come uomo e come artista.

La vita di Corrado Feroci era dunque vicina a una svolta. Nel 1926, l’anno successivo alla morte di Rama VI e alla salita al trono del fratello Rama VII, il contratto con il governo siamese, attraverso il quale Corrado Feroci era impiegato presso il Dipartimento, fu infatti rinnovato senza limiti di tempo. Nel 1929, in vista del centocinquantesimo anniversario dell’ascesa al trono di re Rama I e della fondazione della nuova capitale, Corrado Feroci fu incaricato di realizzare una statua del monarca che aveva regnato dal 1782 al 1809. Il modello della statua di Rama I fu disegnato in La statua di Rama I realizzata da Corrado Feroci e collocata al Memorial Bridge (1)Thailandia, ma Corrado Feroci si recò personalmente in Italia nel 1930 (per la prima volta dal suo arrivo a Bangkok) al fine di sovrintendere la colatura del bronzo per la realizzazione dell’opera stessa. La statua venne collocata nel 1932 all’ingresso del primo grande ponte di Bangkok, il Memorial Bridge. Quest’opera costituisce l’inizio della serie di sculture reali che tuttora contrassegnano i punti nevralgici della capitale (oltre alla sopraccitata statua di Rama I, si pensi almeno alla successiva statua equestre di Taksin e a quella di Rama VI, che si trovano rispettivamente nel distretto di Thonburi e nel parco Lumpini di Bangkok).

Tra le altre opere di rilievo commissionate a Corrado Feroci devono essere ricordate perlomeno il monumento dell’eroina thailandese Thao Suranaree, il Monumento alla Democrazia e il Monumento alla Vittoria. Il primo è stato eretto nel centro di Nakhon Ratchasima nel 1934, mentre gli altri due si trovano a Bangkok. Il Monumento alla Democrazia venne commissionato all’artista nel 1939 per la celebrazione della vittoria sulla monarchia. Nella fattispecie, Corrado Feroci fu incaricato di eseguire i rilievi dell’opera scultorea. Nel 1940 invece, per la commemorazione dello scontro tra le forze francesi e quelle thai avvenuto nello stesso anno sul confine indocinese, Corrado Feroci fu incaricato di scolpire cinque grandi figure di bronzo destinate alla base del Monumento alla Vittoria.

Il primo ventennio di permanenza in Thailandia vide dunque l’affermazione di Corrado Feroci e la sua completa integrazione nel tessuto sociale thailandese, che si conclude simbolicamente nel 1944 con l’acquisizione della cittadinanza. In quell’anno Corrado Feroci diventò infatti un cittadino thailandese a tutti gli effetti, prendendo il nome di Silpa Bihrasri. Il processo di accreditamento dell’artista si compie così definitivamente.

Per quanto riguarda l’influenza che Corrado Feroci ha avuto in rapporto alla storia dell’arte thailandese, va rilevato che se da una parte tale influsso si concretizza per mezzo delle opere eseguite dallo scultore, che diventarono veri e propri punti di riferimento per gli artisti thailandesi, dall’altra si manifesta anche attraverso l’attività didattica, con la quale Corrado Feroci seppe rivoluzionare le sorti dell’arte nazionale diffondendo un nuovo concetto estetico e formando una nuova generazione di artisti. L’insegnamento e l’attività didattica procedevano inoltre di pari passo alla pubblicazione di una serie di contributi teorici cha andarono a formare una folta letteratura di riferimento per il mondo accademico e per gli artisti locali.

Fin dal suo arrivo nel Regno del Siam, Corrado Feroci si impegnò dunque nell’insegnamento. Dapprima insegnò ai suoi assistenti la teoria e la tecnica della scultura nel Dipartimento di Belle Arti, trasmettendo loro le nozioni fondamentali delle forme artistiche occidentali. In seguito, nel 1926 lo scultore organizzò un primo corso gratuito di scultura e pittura, riscuotendo un grande successo. Per varie ragioni, durante questa prima fase, l’attività didattica non si risolse ancora in una vera e propria forma istituzionalizzata.

Le cose cambiarono nel 1932, quando un colpo di Stato mise fine alla monarchia assoluta. Con il nuovo governo, il Dipartimento di Belle Arti passò dal Reale Istituto al Ministero della Pubblica Istruzione. L’anno seguente lo scultore fiorentino fu incaricato di preparare il corso di studi della Scuola di Belle Arti Silpakorn, della quale divenne insegnate e amministratore. Seguito da un numero di studenti volutamente limitato, secondo le intenzioni di Corrado Feroci, il corso verteva sulle forme artistiche e la storia dell’arte occidentale e thailandese. Al primo corso erano presenti solo sette studenti, alcuni dei quali sarebbero divenuti protagonisti dell’arte moderna thailandese.

6288706404_2ffbc8e9f8_bNel 1943 la Scuola di Belle Arti fu elevata al grado di università e venne istituita la Silpakorn University, della quale Corrado Feroci fu docente e rettore. Si trattò di un evento carico di significato, che nel pensiero di Corrado Feroci corrispose all’inizio dell’arte moderna thailandese. Il metodo di insegnamento promosso da Corrado Feroci fu del tutto rivoluzionario e portò a risultati sorprendenti. Gli anni di studio e di insegnamento trascorsi nell’Accademia di Belle Arti a Firenze avevano infatti trasmesso a Corrado Feroci tutti gli strumenti didattici che avrebbe appunto usato e diffuso a Bangkok, creando una nuova schiera di artisti. Romano, il figlio di Corrado Feroci, racconta che il padre dava il meglio di se ai giovani allievi, ma in cambio esigeva il massimo impegno.

Per concludere, un altro importante aspetto da considerare è il ruolo che Corrado Feroci ha esercitato nel processo di promozione dell’arte thailandese su scala internazionale. In questo senso egli si impegnò per la diffusione della cultura e dell’arte thailandese nel mondo. Un episodio del tutto rappresentativo fu la mostra organizzata nel 1948 nell’Ambasciata thailandese a Londra. Analogamente, in Thailandia, Corrado Feroci divenne promotore della prima Esibizione delle Arti Nazionali a Bangkok. Tale iniziativa si svolse nel 1949 e rappresentò un avvenimento particolarmente innovativo, tanto che a partire da quella data le mostre di arte nazionale divennero annuali. Questo evento diventò la principale passerella per gli artisti thailandesi e un’importantissima vetrina per dare visibilità all’arte nazionale.

Corrado Feroci morì a Bangkok il 14 maggio 1962. La cerimonia di cremazione si svolse nel Wat Thepsirintarawas e fu pagata per intero dalla famiglia reale. Dopo la sua morte, nel cortile principale dell’università venne eretto in suo onore una statua in bronzo che lo raffigura. Il 15 settembre, anniversario della sua nascita, nell’Università Silpakorn si tiene una cerimonia in suo onore. Come segno di rispetto, di fronte alla statua dell’artista vengono depositate ghirlande di fiori sulle note di Santa Lucia, inno ufficiale dell’università. Ancora oggi gli studenti d’arte si inginocchiano davanti alla statua, offrono fiori e accendono incensi, invocando la sua protezione per i loro studi.