IL CONTRIBUTO DELL’ISAAN ALLA CRESCITA THAILANDESE

Studi recenti rivelano una diretta corrispondenza tra la crescita del PIL e il numero di matrimoni in Isaan. Ma quali sono i motivi che spingono queste donne a prendere un occidentale per marito?

di Mauro Bartolomeo


Soi Cowboy, uno dei quartieri a luci rosse di Bangkok
Phom ha 21 anni e lavora nel distretto a luci rosse di Bangkok. È alla ricerca di clienti: bianchi, europei o americani. Quello che i suoi clienti non sanno è che lei, come tante altre, fa questo lavoro perché spera di trovare un uomo disposto a sposarla e che possa cambiare radicalmente la sua vita. Nell’Isaan, la provincia dalla quale proviene, un marito bianco è uno status symbol. La maggior parte delle bar girl vengono dalle province più povere della Thailandia in cui l’unica fonte di sostentamento proviene dalla coltivazione del riso. Alcune di queste donne hanno scoperto che sposare uno straniero può portare grandi benefici alla loro vita. A Kranuan, piccolo villaggio dell’Isaan, basta fare una passeggiata lungo i viali del centro per rendersi conto del cambiamento portato dai mariti stranieri delle donne del posto. Grandi ville a 2-3 piani con cancelli di ferri battuto lavorati finemente e macchine di grossa cilindrata parcheggiate all’ingresso.

Phom ha di recente conosciuto un inglese di 36 anni che le ha chiesto di sposarlo. Per Phom, madre di un figlio di 4 anni, questa è un’occasione d’oro da non lasciarsi sfuggire. Questo è il motivo per il quale si reca puntualmente da Nat, che sa leggere e scrivere in inglese, per curare la corrispondenza col suo futuro marito da poco ritornato in patria. Dopo 6 mesi trascorsi a lavorare in un go-go bar di Bangkok, la giovane mamma forse è riuscita a ottenere ciò che voleva: sposarsi, trovare un padre per suo figlio e magari andare a vivere in Inghilterra, in una bella casa con un tenore di vita che non avrebbe mai potuto avere sposando un uomo thai. Phom vuole scappare dalla povertà nella quale è vissuta e dare la possibilità a suo figlio di avere tutte quelle cose che lei non ha avuto nella sua infanzia. Per questo quando il futuro marito smette di rispondere alle sue mail e alle sue chiamate per appena 24 ore, si innervosisce e spesso finisce per scaricare la sua rabbia sulle altre ragazze del bar. Non è raro vedere risse tra giovani donne per accaparrarsi il cliente migliore o l’unico della serata quando la giornata è fiacca. Lo stipendio di una bar girl è di 3500 baht (85 euro) al mese, ma se il cliente decide di portare la ragazza fuori allora l’intero costo della prestazione va esclusivamente a lei. È una lotta senza quartiere quella combattutta ogni giorno da queste ragazze. Molte subiscono violenze dai loro clienti ed è inutile sottolineare come l’ambiente di lavoro malsano porti allo sviluppo di tossicodipendenze, senza parlare degli altissimi rischi collegati all’HIV. La maggior parte delle ragazze che hanno deciso di intraprendere questa vita sono donne che hanno perso ogni speranza nel trovare un marito thai e che dunque, come soluzione finale, decidono di prostituirsi così che, forse un giorno, riusciranno a trovare la persona giusta, o quella che quantomeno abbia i soldi per trasformarle in principesse. In un video clip musicale molto in voga nei karaoke thailandesi, si vede una ragazzina derisa per tutto il corso della sua infanzia e adolescenza che dopo diversi anni torna nel suo villaggio natale a fianco di un anziano straniero di almeno 30 anni più vecchio di lei. La ragazzina schernita e spaventata si è ora trasformata in una splendida donna che porta collane d’oro al collo e veste con abiti di grande fattura. “come sei fortunata amica mia, trova un marito straniero anche a me!”, recita la canzone.

La storia di Lek, invece, è leggermente diversa da quella di Phom, ma le premesse sono le stesse. Lek ha 32 anni, ha di recente divorziato dal marito thai e ora deve badare ai suoi due figli visto che il padre non ha alcuna intenzione di farlo. Lek vive in una piccola casa di legno di teak. Sia lei sia i due bambini hanno un letto in cui dormire, ma coprire le spese quotidiane per la scuola, per il cibo e per i vestiti è sempre più difficile. Ecco perché settimanalmente porta una metà dei soldi del suo scarso stipendio a Nat, che in cambio le cura il suo profilo personale su un sito web di incontri in cui uomini bianchi di tutte le età sono alla ricerca di donne thai per fare amicizia e forse qualcosa di più.

Nat, fino a qualche anno fa era fortemente contraria a questo tipo di relazioni. Oggi intervistata sull’argomento dice che non c’è nulla di male in tutto ciò, anzi si tratta di un ‘contratto’ molto vantaggioso per entrambe le parti: la donna procura piacere all’uomo mentre l’uomo provvede al suo benessere economico.

Questa settimana Lek non ha ricevuto nessuna mail ed è sempre più frustrata perché i soldi a casa stanno finendo e le risposte dal sito di incontri tardano ad arrivare. Sta quindi prendendo in considerazione l’ipotesi di diventare una bar girl. Dice che il sesso coi suoi ex fidanzati non era un problema, quindi non vede perché dovrebbe esserlo coi suoi futuri clienti. Così un giorno decide di andare a Bangkok per capire cosa vuol dire essere una bar girl. L’impatto con la vita della metropoli e con l’atmosfera dei go-go bar però non è dei migliori. Nel giro di una giornata Lek ha assistito a 3 risse tra le ragazze del bar, a litri e litri di alcol ingurgitati dalle ‘ballerine’ per essere più disinvolte con i clienti e a un continuo via vai di attempati farang che si circondano di ragazze come domatori di leoni in un circo. Lek è timida, non parla l’inglese e non è di bellissimo aspetto. La mamasan però non vede alcuna limitazione in ciò: basta sapere la parola inglese per ‘birra’ e il resto della comunicazione avviene col corpo. Quanto alla bellezza, gli standard del go-go non sono altissimi per cui Lek è già virtualmente una go-go girl. La questione che però la preoccupa maggiormente è sempre quella: sposare un uomo bianco e il più in fretta possibile. La mamasan dice che i tempi necessari per trovare un buon marito variano molto. Alcune ragazze impiegano in media 6 mesi per sposarsi, altre possono mettercene solo uno, altre ancora però attendono anche 2-3 anni per trovare il farang giusto. Lek è demoralizzata. Si è resa conto che la vita da prostituta non fa per lei e decide di tornare al suo villaggio nella speranza che un giorno uno di quei ricchi uomini bianchi provenienti da paesi lontani la scelga tramite internet e decida di sposarla.

Di ritorno a Kranuan, Lek arriva giusto in tempo per una delle feste più celebri del villaggio. Ogni anno infatti si tiene una competizione alla quale assiste tutta le gente del piccolo centro abitato: il concorso per il miglior marito farang dell’anno! Sul palcoscenico cinque occidentali affiancati da donne molto più giovani di loro si sfidano all’interno di diverse prove: dall’indossare il classico pantalone thai nel modo corretto al preparare un’insalata a base di uova di formiche, dalle danze tradizionali fino a un quiz per verificare la conoscenza della cultura thai del nuovo marito. Gli stranieri sul palco sembrano divertiti e impacciati allo stesso tempo. Di fronte a una platea gremita di gente l’unica loro dote è quella di esibire la IL CONTRIBUTO DELL’ISAAN ALLA CRESCITA THAILANDESEloro faccia bianca, incartapecorita dall’età e il loro portafogli gonfio di euro o di dollari, alimentando i sogni di tutte quelle ragazze che ancora aspettano il principe azzurro (40 anni più vecchio e spesso anche abbastanza bruttino rispetto al giovane belloccio delle favole) proveniente dal ricco occidente, che gli regali una vita di agi e di amenità che mai riuscirebbero a ottenere con il duro lavoro nei campi.

Quanto finora descritto potrebbe suonare come un insolito costume di una regione remota del Sud-Est Asiatico se non fosse che ha un impatto reale sulla vita di 21 milioni di persone che popolano questa parte della Thailandia. Una recente ricerca dell’università di Khon Kaen ha rivelato che i farang sposati con le donne dell’Isaan hanno contribuito all’incremento del Prodotto Interno Lordo della regione per almeno 9 miliardi di baht (220 milioni di euro). Secondo lo studio, una donna sposata o fidanzata con uno straniero riceve una media di 9.600 baht (235 euro) al mese, che vengono utilizzati per aiutare la famiglia nelle spese giornaliere: l’acquisto di cibo, il pagamento delle bollette e l’educazione dei figli. L’indagine ha anche scoperto che la moglie e il marito straniero tornano a casa della famiglia di lei in media una volta l’anno e per almeno un mese. Ciò si ripercuote in ulteriori risorse finanziare apportate nel territorio dati gli alti consumi della famiglia. I settori che ne traggono maggiore beneficio sono quelli dell’automobile, quello dei negozi e degli esercizi commerciali in genere e naturalmente il mercato immobiliare. L’E-saan Centre for Business and Economic Research ha inoltre stimato che questo afflusso di risorse finanziare ha contribuito alla creazione di 747.000 nuovi posti di lavoro nella regione. Gli stranieri che sposano le donne thai del Nord Est provengono in larga parte da Germania, Svizzera, Olanda, Svezia e Regno Unito. Le cifre più recenti ci dicono che il numero di matrimoni continua ad aumentare di anno in anno evidenziando come, quella che una volta era considerata la soluzione ultima per affrancarsi dalla povertà delle campagne, oggi risulta essere sempre di più una consuetudine all’interno della regione.

Collaboratore InThailandia