Fuga per la vita. Andare via e vivere felici

Marco Tropea Editore – Collana Trofei non fiction – Pag. 168 – Prezzo 13,00 €

di Beppe Bonazzoli

fuga per la vitaMa che cosa sta succedendo in Italia? Una parola che sentiamo ripetere spesso è fuga. Vogliono fuggire i giovani, le famiglie e i single, vogliono fuggire perfino i pensionati e le multinazionali. È in questo scenario depressing che si compie la metamorfosi di un sessantenne fuori dal coro, un giornalista pensionato, l’autore di questo libro. Reduce da un infarto, il vecchio cronista conduce, con cinico realismo, un’indagine attorno e dentro se stesso. E decide, per salvarsi, di mollare casa, famiglia, affetti, amicizie, le abitudini di sempre, il Paese che ama. Ma dove ricominciare?

Dove tutti vorrebbero fuggire: dove le spiagge sono bianche e il mare cobalto, dove si vive con poco e una pensione dall’Italia permette ancora di campare alla grande.

Un libro che è tante cose insieme: un po’ saggio, cronaca personale, indagine giornalistica, un po’ manuale di fuga dalla realtà, ma soprattutto un racconto scandito da quel sogno di libertà che tanti inseguono – a tutte le età – ma pochissimi riescono a realizzare. Una lettura destinata a tutti, uomini e donne, giovani e anziani, single e accoppiati. Perché (volendolo) si può anche fuggire in due.

Beppe Bonazzoli è giornalista da quarant’anni. Inviato di quotidiani e settimanali, ha firmato programmi radiofonici e testi televisivi. Ha scritto I Signori della Notte, sul fenomeno della discoteca anni Novanta, e Il respiro del fiume, viaggio tra globalizzazione e tradizione lungo le rive del Po. Approdato alla pensione, ha scelto di abbandonare il grigiore triste di Milano per andare a vivere la terza stagione della sua vita sotto il sole dei tropici.

Secondo i sondaggi il 62% degli italiani non esiterebbe a mollar tutto per trasferirsi all’estero. Questo libro racconta come farlo.

Dall’introduzione al libro: Perché ho deciso di andarmene.

“Provate
a farlo almeno per gioco. Bloccate un italiano qualunque – il collega d’ufficio, il vicino di casa, uno sconosciuto per strada – e senza troppi giri di parole chiedetegli: «Se fosse possibile, lasceresti l’Italia per andare a vivere in qualche altro Paese?». Le risposte non vi lasceranno dubbi.

Se poi incalzate e volete capire meglio chiedete: «Ma per quali ragioni vorresti abbandonare l’Italia?» E sarà come dar vita a un cahier de doléances, o trovarsi sotto una diga che tracima.

L’elenco delle lamentele è pressoché infinito: costo della vita troppo alto e qualità della vita troppo bassa, gestione politica scandalosa, crisi senza fondo, posti di lavoro che si riducono, giovani a spasso, pensionati alla fame, burocrazia che strangola, tasse che spennano, meritocrazia negata, giustizia troppo lenta, informazione che fa pena, e poi la diffusa sensazione di vivere in un Paese senza speranze e senza futuro […].”

Giornalista ed inviato di quotidiani e settimanali da quarant’anni, ha firmato programmi radiofonici e testi televisivi. Ha scritto “I signori della notte”, sul fenomeno della discoteca degli anni ’90 ed “Il respiro sul fiume”, viaggio tra globalizzazione e tradizione lungo le rive del Po. Sta vivendo la terza stagione della sua vita sotto il sole dei tropici.