Alessandro Stasi – docente italiano con cattedra di diritto Thailandese

Una storia, quella di Alessandro Stasi, che inizia dalla città di Napoli e continua con il suo trasferimento in Thailandia 5 anni fa.

Laureato a pieni voti presso la Facoltà di Giurisprudenza Federico II di Napoli, Alessandro si trasferisce in Francia dove consegue due master in diritto internazionale con “mention” presso l’Università francese di Nizza, Sophia-Antipolis. Gli viene offerta l’opportunità di lavorare presso un prestigioso studio di avvocati francesi e contemporaneamente si specializza in diritto commerciale internazionale ottenendo un dottorato di ricerca congiunto franco italiano. Nel 2008 consolida la sua esperienza legale presso un importante studio legale con sede a Londra, specializzandosi in Diritto Fallimentare. Per un fortuito incontro l’idea di avventurarsi nella civiltà orientale.

Da quando vive in Thailandia?

 Decisi di trasferirmi in Thailandia nel settembre 2011.

Perché la Thailandia? 

In una cena organizzata dalla European Association for Business and Commerce ebbi il piacere di conoscere un famoso imprenditore thailandese, Dr. Viphandh Roengpithya, della Asian University of Science and Technology che mi invitò a visitare la sua università e discutere di un’eventuale collaborazione.

E lei accettò l’invito?

 Si, accettai subito. Il Dr. Viphandh era un imprenditore di successo con grandi programmi e adeguati fondi necessari per realizzare le sue idee. Così decisi di volare in Thailandia e collaborare con l’Asian University con diversi progetti, soprattutto rivolti al sociale. Organizzammo incontri con il Dott. Mechai Viravaidya fondatore dell’Associazione “Population and Community Development” ed attivista di primo piano in Thailandia nella lotta contro l’AIDS. Allo stesso tempo mi fu assegnata una cattedra alla Mahidol University International College come docente di Thai Business Law….

Com’è insegnare diritto thailandese in Thailandia a studenti Thai?

Devo essere onesto, inizialmente è stato molto difficile soprattutto perché non esisteva nessun testo sul diritto Thailandese. Capire il sistema legale thailandese ha richiesto molto studio e una preparazione importante. Fortunatamente ho molti amici thailandesi che lavorano come giudici e grazie al loro aiuto ho potuto capire il funzionamento della macchina giudiziaria thailandese. Dopo diversi anni di studio, traduzioni ed esperienza pratica ho deciso di scrivere manuali per i miei studenti e, più in generale, per il mondo accademico. E così che ho scritto 3 testi sul diritto thailandese: Elements of Thai Civil Law, Principles of Thai Business Law e General Principles of Thai Private Law.

Come si trova alla Mahidol University International College?

La MUIC è un’università d’eccellenza capace di formare una forza lavoro intellettuale adeguata alle esigenze del paese. I suoi studenti possiedono un eccellente livello di preparazione della lingua inglese e disposti a studiare se giustamente motivati. Bisogna capire comunque che questi studenti vengono da famiglie di piccoli imprenditori, molto concreti e poco amanti della teoria. E’ importantissimo far capire l’utilità pratica di concetti teorici. In questo ci sono molte differenze con l’Italia.

 Quali sono le principali differenze tra il mondo universitario italiano e quello thailandese?

L’impostazione occidentale d’insegnamento è principalmente basata sul pensiero razionale secondo cui ogni cosa deve essere dimostrabile secondo una logica consequenziale. Tale pensiero logico-causalistico presuppone che una causa preceda sempre l’effetto. L’impostazione orientale, al contrario, è strettamente connessa con la dimensione religiosa e in particolare con le tre grandi religioni: il taoismo, il confucianesimo e il buddhismo. L’influenza del pensiero religioso basato soprattutto sull’autoriflessione e sulla crescita interiore assume una grande rilevanza nel campo dell’insegnamento universitario.

 E nel rapporto quotidiano insegnante-allievo, ha notato delle differenze tra l’Italia e la Thailandia?

 Ci sono molte differenze culturali e di filosofia tra mondo occidentale e mondo orientale. Devo ammettere che nei primi anni d’insegnamento in Thailandia è stato molto difficile capire il ruolo che tali differenze potevano svolgere nel rapporto quotidiano insegnante-allievo. Secondo la mia esperienza, le principali differenze sono tre…

 Vale a dire?

 La prima consiste nella contrapposizione tra individualismo occidentale e collettivismo orientale. In Occidente, gli insegnanti stimolano gli studenti a partecipare attivamente alle lezioni, incoraggiando contributi individuali attraverso esami di profitto scritti e orali. Un insegnante che lavora in Thailandia, invece, deve operare all’interno di una società in cui il collettivismo è prevalente. E’ necessario capire e riconoscere il ruolo che il collettivismo svolge nella formazione della persona-alunno durante, e anche al di là, del suo percorso universitario. In tal senso, progetti collettivi e lavori di gruppo sono strumenti fondamentali per stimolare l’apprendimento, l’inclusione e i talenti dei propri studenti.

 Qual è la seconda differenza?

 Come secondo punto, bisogna capire le differenze tra modello analitico occidentale e modello olistico orientale. In Occidente, gli insegnanti stimolano e sviluppano soprattutto un pensiero analitico nei propri studenti articolando le dimensioni della prestazione di ciascun studente nei suoi elementi costitutivi. Gli insegnanti thailandesi, al contrario, affrontano le tematiche dei corsi universitari in una logica olistica in cui la conoscenza non è più qualcosa di lineare e sequenziale ma si basa su una visione globale secondo cui il tutto è più della somma delle parti di cui è composto.

 E la terza?

 Il terzo e ultimo punto, riguarda la nozione di conflitto e, più in particolare, la contrapposizione tra condizione di conflitto in Occidente e ricerca di armonia in Oriente. In Thailandia i metodi d’insegnamento sono principalmente fondati sulla trasmissione frontale, nozionistica e unidirezionale del sapere dall’insegnante all’allievo. In quanto italiano, invece, sento il dovere di sviluppare personalità e spirito critico nei miei studenti in contrapposizione ad un insegnamento nozionistico, a carattere di indottrinamento,  in cui prevale la centralità dell’insegnante. Credo, infatti, che in un paese come la Thailandia sia molto importante guardare la realtà con pensiero indipendente, spirito critico e di ricerca della verità.

Per concludere, cosa ama di più della sua attività di docente?

 Per me l’insegnamento ha un duplice effetto: gli studenti imparano da me ed io da loro. L’insegnante non è solo mero applicatore di teorie apprese, ma un soggetto capace di prevedere percorsi originali sollecitati dalla passione della conoscenza.

International Senior Consultant – Marketing, communication and Business development. MD in Siam Trade Development Co., Ltd.
Bangkok, Thailand